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domenica 31 gennaio 2016

Mondo Atletica - "Not so proud host". Mondiali 2017 senza logo Iaaf?

Il logo di "Londra 2017" al momento dell'assegnazione...
"Tu quoque, Brute, fili mi?"
Lord Seb si sarà sentito come Cesare alle idi di marzo leggendo l'articolo del Times in cui si ventilava la possibilità di eliminare il marchio Iaaf dal logo dei prossimi mondiali?
Chissà. Quel che è certo è che la sua presidenza fino a questo punto è stata tuttaltro che agevole e che lo scandalo delle bustarelle che il suo predecessore Lamine Diack avrebbe accettato per coprire numerosi casi di doping, sembra aver assestato un colpo pesantissimo dal quale la federatletica mondiale fatica a riprendersi.
Quando la nave affonda i topi scappano, ora l'esodo si fa sempre più frenetico e vede anche protagonisti imprevisti. Qualche giorno fa era circolata la notizia dell'intenzione di Adidas di interrompere prima della scadenza il rapporto di sponsorizzazione, oggi sono gli uomini del comitato organizzatore di "Londra 2017" ad annunciare di voler prendere le distanze.
"Il marchio Iaaf è tossico - ha dichiarato all'autorevole quotidiano britannico una fonte anonima interna all'organizzazione dell'evento iridato - Un tempo avere quelle quattro lettere vicino al logo della propria manifestazione era un'assoluta garanzia, oggi è assolutamente necessario nasconderlo. Noi vogliamo che si parli degli atleti, non della Iaaf."
...e come vorrebbero trasformarlo ora che non sono più così "proud"
Qual è il fine ultimo? Preservare la credibilità della manifestazione separando l'evento sportivo dall'organizzazione che rappresenta? O piuttosto i londinesi sono preoccupati della battuta d'arresto subita dalla prevendita dei biglietti dopo l'esplosione del caso Diack? In ogni caso si tratta di un brutto ceffone per Coe che, quando ricopriva la carica di vicepresidente,  fu uno dei principali fautori dell'assegnazione della manifestazione alla metropoli inglese.
Sul fatto intanto circolano versioni contrastanti. "Stiamo trattando con la federazione per concordare l'eliminazione del loro brand" - ha dichiarato il portavoce del comitato organizzatore. Risposta a stretto giro, con sottolineatura, dell'ufficio stampa. "Non è in corso alcuna discussione su questo argomento con gli organizzatori dei Campionati Mondiali Iaaf 2017".
Ai "poster" l'ardua sentenza.

venerdì 29 gennaio 2016

News - Doping World. Scottish Athletics cancellerà i record nazionali dei dopati

Dalle isole britanniche continua a spirare un vento di giusta insofferenza sulla questione doping.
Due settimane fa fu Ed Warner, il presidente di United Kingdom Athletics a pubblicare un documento che, tra le altre cose, conteneva la proposta di azzerare gli attuali primati mondiali. Ieri è stato Ian Beattie, numero uno della federatletica scozzese, a intervenire sulla questione pubblicando la proposta della sua organizzazione sulla controversa materia.
Scottish Athletics non ha poteri decisionali per quanto riguarda le norme antidoping, ma ha l'autorità di ratificare i propri record nazionali ed è proprio su questi che intende influire. Il terzo e ultimo punto del documento del Board di Edimburgo infatti recita: "A partire da questo momento ogni atleta che in futuro riceverà una condanna per una grave violazione del codice antidoping, subendo una squalifica di almeno due anni, non potrà essere detentore di un record nazionale."
Un'iniziativa forse "piccola", sicuramente limitata ma che, a differenza di quella della casa madre UKA, può essere messa in atto immediatamente e potrà contribuire a tutelare, almeno parzialmente, i diritti degli atleti doping free nati al di là del Vallo di Adriano.
Ian Beattie
Inoltre, stando alle informazioni che abbiamo potuto reperire, è la prima  al mondo messa in campo da parte di una federazione nazionale che vada in questa direzione.
Anche per Beattie resta grande la difficoltà di decidere come comportarsi nei confronti di quei primati nazionali entrati negli annali all'epoca in cui i controlli erano all'età della pietra. 
"Negli ultimi due anni abbiamo discusso a lingo a livello di federazione scozzese su cosa fare per queste prestazioni sulle quali gravano accuse e sospetti diffusi.
Fino ad ora non siamo riusciti a concordare su una linea di condotta che garantisca i diritti di tutti e al tempo stesso possa sanare questa situazione tenendo conto delle prove disponibili, ma questo resta uno dei punti cardine della nostra agenda per il prossimo futuro e mi auguro che questi primi passi rendano chiaro a tutti quanto forte sia la nostra determinazione nel contrastare questa piaga."

martedì 26 gennaio 2016

Mondo Atletica - Giappone. Hakone Ekiden

La squadra dell'Aoyama Gakuin University
vincitrice delle edizioni 2015 e 2016
Che la sofferenza fosse insita nella cultura giapponese ce lo ha insegnato tanti anni fa la Gialappa's Band con "Mai dire Banzai" (i più giovani vadano su you tube a cercare informazioni), ma i cittadini del paese del sol levante non perdono occasione per confermare che quella del trio milanese era tuttaltro che una facezia fine a se stessa.
Ogni anno il due e tre gennaio i migliori 20 team universitari del Giappone si sfidano in una maratona a staffetta, la "Tokio-Hakone College Trip Ekiden Race", che è diventata negli anni uno degli eventi sportivi più importanti del paese. 
I dieci componenti di ogni team si alternano nei due giorni su due circuiti diversi di poco meno di 110 km ciascuno, in frazioni che variano da una lunghezza massima di 23 a una minima di 18 kilometri affrontando salite massacranti, fortissime folate di gelido vento marino e continui cambi di pendenza che spaccherebbero le zampe a uno stambecco.
Ovviamente se uno degli staffettisti dovesse ritirarsi tutta la squadra sarebbe squalificata e, per non macchiare il blasone della propria università e non dover subire un'insopportabile onta personale, i runner si spingono spesso molto al di là delle proprie possibilità. Fino a situazioni come questa.
Yuya Tanaka, Jobu University

Tranquilli, non gli è successo niente. Si sa, la sofferenza è insita nella cultura giapponese

Fuori Settore - L'asino che vola

Un fenomeno o un candidato ai Darwin awards?



No, uno dei migliori fake di internet.

lunedì 25 gennaio 2016

Fotofinish - Le più belle immagini sul web


Fabiana Murer. Sao Paulo


"On your marks!" - Lanci invernali. Reggio Emilia, prima fase 2016. Fantini e Pilato nonostante il freddo

Martin Pilato
Il freddo intenso della mattinata di domenica a Reggio Emilia non era certo l'ideale per favorire gli specialisti dei lanci lunghi, in maggioranza  ancora alle prese con i lavori di forza e piuttosto in ritardo sulle questioni tecniche come testimonia l'elevato numero di nulli generalizzato, ma qualche nota positiva è comunque arrivata. 
A innalzare il livello tecnico  della manifestazione reggiana sono stati i due atleti più attesi della vigilia: Martin Pilato e Sara Fantini.
Sara Fantini
Il discobolo ravennate, all'esordio con la maglia della Fratellanza, ha fatto alzare per due volte la bandierina rossa prima di trovare il lancio risolutivo a 54.57m, prestazione a poco più di un metro dal personale, ma piuttosto interessante in questo periodo dell'anno. Nei tre lanci successivi due "N" e un 52.50m che raccontano di un talento a cui serve solo un po' di tempo per trovare il bandolo della matassa tecnica e piazzare la spallata giusta.
La campionessa italiana junior 2015 ha invece sparato al primo tentativo la sua miglior cartuccia facendo atterrare il suo martello a 57.37m. Nei lanci successivi la parmense ha oscillato intorno ai 55 metri con un paio di puntate sottotono che, soprattutto in questo periodo dell'anno, rientrano nella norma. Per lei una gara molto simile a quella di apertura dello scorso anno, che fa sperare in un proseguo di stagione altrettanto carico di successi.
La promessa Andrea Fagliarone (Sacmi Imola) aggiunge quasi un metro al personale e si aggiudica il martello con 49.28m, mentre Gabriele Berti (Atl. Ravenna) di metri ne agginge quasi due e si aggiudica la categoria giovanile (Junior+Allievi) con 48.63m.
Niente di particolare da segnalare dalle varie categorie del giavellotto maschile e lo stesso si può dire del disco, eccezion fatta per il già citato Pilato e per l'Allievo del Cus Parma Calogero Marco Volo che spedisce l'attrezzo da 1.750kg a 43.93m.
Soltanto due atlete superano la linea dei 30 metri nel disco e confermano quanto detto sopra sul ritardo di condizione tecnica: la diciassettenne lughese Daria Soglia, autrice di una gara estremamente altalenante, che mette a segno un buon 36.80 e la reggiana Princess Irabor (Self
Daria Soglia
Montanari) che infila tre nulli di fila prima del lancio di 35.77 con cui vince la gara seniores.
L'unica vera sorpresa di gionata è arrivata da Emanuela Casadei. La giavellottista di Santarcangelo, da quest'anno in forza alla Self Reggio Emilia, all'esordio fra le Allieve ha subito confermato il talento che aveva dimostrato con l'attrezzo più leggero: l'ultimo lancio a 37.90 metri le ha dato la vittoria davanti alle più esperte Giulia Lodi (Cus Bologna, 36.81m) e Greta Romei (Fratellanza, 35.98m).
Prossimo appuntamento il 6 e 7 febbraio a Modena, nella speranza che la morsa del gelo allenti la presa.

"On your marks!" - Indoor. Vola Bouih, Dosso conferma, beffa per Calvi, bronzo Vannucci

Raphaela Lukudo
Conitnua a grandi passi la marcia di avvicinamento verso i tricolori al coperto (le prime medaglie verranno assegnate a Junior e Promesse il 6 e 7 febbraio ad Ancona) e continua la pioggia di risultati dalle varie riunioni in giro per lo stivale.
Anche in questo week end Padova, Modena e Ancona sono state le location preferite dagli emiliano-romagnoli a caccia di prestazioni e questa volta il ruolo di protagonisti assolutisono appannaggio di Raphaela LukudoYassin Bouih.
Lo scorso anno nell'impianto di Ancona  la quattrocentista  modenese tesserata per l'Esercito era scesa a 55.19, sabato sulla stessa pista ha tolto un altro secondo (54.21) al personale diventando la quinta Promessa di sempre del doppio giro in sala.
Bouih invece ha aperto con un grandissimo 3000 la sua nuova militanza in Fiamme Gialle.
Yassin Bouih
Sull'anello marchigiano l'ex dell'Atletica Reggio, alla seconda esperienza sulla distanza,  ha siglato un fantastico 8.06.40 che toglie in un colpo solo dodici secondi al pb fatto registrare lo scorso anno a Padova e fa impennare le sue quotazioni per un posto sul podio agli Italiani. Personale demolito a cannonate anche per il secondo classificato, l'imolese Simone Bernardi compagno in azzurro di Bouih agli Eurojunior 2015, che di secondi al personale (ottenuto all'aperto) ne ha tolti ben 18, chiudendo in 8.23.47. Niente male davvero. Poco altro da segnalare dal meeting anconitano se non un paio di prestazioni firmate Self Reggio: l'11.35m del secondo posto di Miriam Menai nel peso (più quattro centimetri rispetto al personale di Sulmona 2015) e la doppietta delle staffette 4X200 che ha visto prevalere per soli tre centesimi il quartetto juniores (Aprea, Kyereme, Della Casa, Righi, 1.34.90) su quello composto da atleti della categoria Allievi (Dante, Nicosia, Bertani, Grisendi).
La delusione per i reggiani arriva invece da Padova dove sono stati assegnati i titoli di prove multiple.
Gli indiscussi favoriti della vigilia erano Simone Cairoli (Atl. Lecco) e Michele Calvi, uomo Self in forza all'Esercito, ma si sa che non c'è gara più insidiosa di un multievento e questa volta i pronostici sono proprio andati a farsi benedire. Il primo a "saltare" è stato il reggiano che ha messo tre "N", assolutamente inopinate per lui che ha un personale di 15.85m, sul referto del lancio del peso, poi a NON saltare è stato Cairoli che per tre volte ha fatto cadere l'asticella dai ritti dell'asta. Insomma, gara da dimenticare per entrambi e via libera per il titolo a Vincenzo Vigliotti (CariRieti) con 5225 punti.
Chiara Casolari
Brilla invece sul podio veneto la medaglia d bronzo di Maite Vannucci (Cus Bologna). La multiplista bolognese migliora i propri record sui 60 ostacoli e nel getto del peso, rimane qualche centimetro al di sotto del personale nell'alto e si difende bene nel lungo e negli 800 metri finali. Una
condotta di gara che, con 3249 punti, le mette al collo la medaglia con tranquillità.
La lotta per la medaglia d'oro invece si risolve solo dopo gli 800 metri dove Mariaelena Agostini (Libertas S.A.N.P.) rifila otto secondi e, soprattutto, cento punti alla leader della classifica parziale Erica Marchetti (Cus Pisa): il conto finale vede prevalere l'atleta di casa con 3571 punti contro i 3566 della toscana.
Brutta giornata anche per lo junior Alessandro Meliconi (Pontevecchio Bologna) che dopo aver chiuso la prima giornata a soli 43 punti dalla prima posizione "inciampa" nel salto con l'asta dove sbaglia le tre prove d'ingresso a 2.40m e chiude tredicesimo. Una posizione sopra è il santarcangiolese Riccardo Busetto (Self) con 4249 punti.
Nelle gare di contorno individuali Leonice Germini (Atl. Reggio) porta a 25.16 il pb dei 200 al coperto, la carpigiana Elena Venturi Degli Esposti (Brescia 1950) con 57.79 toglie un secondo al personale siglato qualche giorno fa e sui 1500m Chiara Casolari (Fratellanza) in 4.30.53 ne toglie quasi quattro al crono dello scorso anno su questa stessa pista.
A Modena, come accade spessissimo, lo starter fa gli strordinari nella velocità e alla fine delle venti batterie Marco Gianantoni (Virtus Bologna) risulta essere il migliore con il personale di 6.84 uguagliato, davanti a Tommaso Lazzarini (Fratellanza, 6.88, meno due centesimi sul pb) e ad Andrea Federici (Brixia Atletica) in 6.91. In finale le posizioni si ribaltano e il bresciano è il primo a tagliare il traguardo in 6.84 davanti al modenese che lima ancora un decimo e al virtussino che chiude in 6.89.
Michele Calvi e Simone Cairoli nel "terzo tempo" post gara 
Vicinissimi al personale sui 60 ostacoli sia Elamjad Khalifi fra i senior (Fratellanza, 8.15 in finale) che lo juniores del Cus Parma Matteo Orsatti (8.31 in batteria).
La vittoria del salto in alto va al neo-carabiniere Eugenio Meloni con 2.15, alle sue spalle il sammarinese Mosconi (Biotekna Marcon, 2.04m) migliora di un centimetro la sua miglior prestazione indoor di due anni fa e Mirco Sazzini (Virtus, 1.94) fa "più due" rispetto a Borgo Valsugana 2014.
Il fatto che il lunghista Braga (Riccardi) sia in un periodo di grande spolvero oramai rischia di non fare più notizia, ma lui non se ne preoccupa di certo e vola per l'ennesima volta: 7.50m ieri.
Stesso discorso per Zaynab Dosso (Corradini Rubiera), ieri vittoriosa in 7.40 davanti a Ilenia Draisci (Esercito) in 7.48 e Desola Oki (Cus Parma) 7.68.
Nel lungo gara fotocopia di quella della settimana scorsa per Jasmine Mukasi (Cus Bologna) che eguaglia ancora una volta il personale di 5.71m. Al secondo posto l'altra cussina Sherry Isofa che atterra a 5.65m.