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martedì 5 luglio 2016

Pensieri e Parole - Contare fino a cento

...Sessantasette...
Per quanto riguarda l'interminabile vicenda Schwazer abbiamo seguito il consiglio dato dal Professor Donati durante la conferenza stampa di un paio di settimane fa: "Qui bisogna contare fino a cento prima di farsi un giudizio." E poichè siamo molto lenti a contare siamo arrivati  soltanto fino a sessantasette.
Nel frattempo, mentre continuavamo a sgranare il rosario dei numeri, abbiamo seguito in silenzio l'evoluzione di questa vicenda senza aggiungere una riga di inchiostro virtuale a quello che è già stato fin troppo ampiamente sparso.
Oggi, 5 luglio 2016, dovrebbe essere stato rotto il sigillo del campione B del prelievo incriminato per effettuare le controanalisi che dovrebbero mettere la parola fine su questa che, comunque vada a finire, resterà una brutta storia. Dovrebbero, ma non lo faranno.
Non lo faranno perchè la diatriba nata, cresciuta e sapientemente alimentata da alcuni intorno a questo caso, si è spostata da tempo dal piano del confronto di dati a quello del confronto di
convinzioni aprioristiche e si sa che nella morra cinese dell'informazione fede batte scienza come carta batte sasso. Se la positività non fosse confermata chi pensa che a Schwazer, così come a tutti coloro che sono ricorsi a pratiche illecite, si sarebbe dovuto precludere non solo il ritorno in nazionale ma il ritorno all'agonismo tout court, resterà della propria opinione al grido di "once cheater, always cheater!". 
Chi invece è fautore del principio della seconda possibilità, è già pronto a tessere fumose teorie complottistiche per trovare una giustificazione al riscontro che porrebbe il marciatore nella lunga lista degli atleti disonesti e recidivi.
Noi, tanto per togliere ogni dubbio a chi legge queste righe, facciamo parte della prima categoria. 
L'obiezione che ci siamo sentiti porre più spesso in contrapposizione alle nostre tesi è "Chi paga il suo debito ha diritto a ritornare". Obiezione che può essere accolta in quasi tutti i campi della vita, ma riteniamo non nello sport. Praticare sport ai massimi livelli agonistici è un privilegio di cui pochi sono beneficiari perchè dotati di un particolare talento e/o perchè estremamente dediti al faticoso lavoro che serve per raggiungere quei livelli. In ogni caso lo sport agonistico non è un diritto inalienabile. 

Chiedere di bandire per sempre chi bara non significa volere che venga imprigionato alla Cayenna, significa chiedere che chi non ha avuto rispetto per gli avversari (e a ben guardare nemmeno per se stesso) venga estromesso da un "gioco" che per sua intrinseca natura non può prescindere dalla fiducia fra i contendenti. E' anche per questo che abbiamo deciso di aderire alla petizione in questo senso lanciata oggi su Change.org.
Non stiamo sostenendo che se il "lifetime ban" fosse la pena prevista per questi casi la pratica del doping sarebbe debellata. Chi può dirlo con certezza? La tentazione dell'imbroglio è innata nell'uomo. Certamente se questa fosse l'abituale conseguenza oggi non dovremmo avere dubbi (eufemismo...) su un Justin Gatlin che corre più veloce di quando fu squalificato per un'eccessiva familiarità con la chimica e poi riammesso dal talento in tribunale dei suoi avvocati, ancora più spiccato del suo sulle piste. Nè tanto meno staremo discutendo da oltre un anno del ritorno di Schwazer, ma la norma vigente prevede che la porta debba rimanere aperta e va rispettata comunque, con tutte le personali riserve del caso.
Quando tutta questa faccenda si sarà chiusa, dopo le controanalisi, dopo gli eventuali ricorsi ai tribunali sportivi e ordinari, nazionali e internazionali, ci auguriamo di non dover sentire ancora verità singole costruite su misura per se stesso da chi le professa, per tornaconto personale o per semplice volontà di credere all'idea che per motivi propri si è creato.

Se il responso dovesse essere smentito le scuse di chi è già pronto con i forconi saranno doverose, se dovesse essere confermato speriamo di non sentire ancora parlare di Mafia della Iaaf, ingerenze della Camorra sugli ispettori Wada o ancor peggio della Spectre dei bovini dopati dell'Alto Adige. 

Prima o poi anche su questa storia si dovrà giungere a una verità unica e condivisa e riteniamo che questa possa venire soltanto dalle dimostrazioni scientifiche e non dalle professioni di fede.
Sì, lo sappiamo, siamo degli illusi.
...Sessantotto...

mercoledì 22 giugno 2016

Pensieri e Parole - Alex Schwazer e i buoni consigli

Inutile girarci attorno, la notizia del giorno è quella: Alex Schwazer è nuovamente risultato positivo a un controllo antidoping. Poco prima dei mondiali di marcia di Roma ci eravamo ripromessi di non parlare più di Schwazer e del suo entourage, tutto il bailamme mediatico e il processo di redenzione ci erano venuti abbondantemente a noia. Questa non è atletica ci eravamo detti. E' "fuffa", showbusiness, ricerca di visibilità è una fantastica operazione di comunicazione, ma non è l'atletica di cui vogliamo parlare sul nostro blog.
Ma quella di oggi, comunque la si pensi, è una notizia, perciò... Dietrofront!  
Il fatto è di dominio pubblico e se oltre al fumo vi sia anche dell'arrosto lo stabilirà la magistratura se il marciatore altoatesino, come ha annunciato nella conferenza stampa conclusasi poco fa, deciderà di esercitare i propri diritti. 
La vicenda ha indubbiamente dei lati poco chiari che necessariamente dovranno venire sviscerati fino in fondo prima di poter esprimere un' opinione che non sia basata semplicemente sul partito preso.
Prima di esprimere giudizi tranchant su Schwazer sarebbe quantomeno il caso di aspettare le controanalisi. 
Tuttavia...
Tuttavia nella conferenza stampa è stato dichiarato che "Sono stati dati consigli a non vincere..."
Chi è questo (o questi) misterioso consigliere? Perchè se, come è stato dichiarato, i fatti verranno resi noti all'autorità giudiziaria non sono stati raccontati anche alla stampa? 
"Sono stati inviti, non minacce" si è affrettato a puntualizzare uno degli avvocati del marciatore. Sarà, ma noi non riusciamo a capire bene la differenza. E soprattutto non capiamo perchè non si siano fatti passi a tutela nei confronti di questi "consigliori" molto prima di oggi.
"E' evidente che qui si erano rivoiluzionati i sistemi di allenamento..." ha dichiarato Donati. 

Non abbiamo motivo di dubitarne. Comunque vada a finire questa storia aspettiamo di vedere pubblicati i frutti di un lavoro così straordinario su una rivista di settore in modo che tutti i tecnici possano goderne.
Su una cosa siamo perfettamente d'accordo con il Professor Donati: "Qui bisogna contare fino a 100 prima di farsi un giudizio". 
Perchè è così che si fa in un paese normale, si aspetta di sapere come stanno veramente le cose prima di buttare fango. Avete presente i whereabouts?
P.S.: Domanda per chi ne sa di atletica. 
A noi pareva di ricordare che Donato Sabia fosse allenato da Vittori. Ci sbagliamo? O forse "Il Professore" di Ascoli si limitava a fare da consulente?