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lunedì 27 giugno 2016

"On your marks!" - Assoluti 2016. Parte seconda. La domenica del Signor G(imbo).

Faustino Desalu
Dopo un sabato travagliato ieri l'azzurro della pista del Guidobaldi è tornato a fare da specchio al cielo e da ottimo assistente agli atleti in gara. 
E' stata una domenica piena. Piena di sorrisi e di sogni che hanno cominciato a prendere corpo. E' stata una giornata di grandissimi risultati, arrivati anche da ragazzi giovanissimi che, gara dopo gara, stanno diventando sempre meno speranze per il futuro e sempre più atleti da cui aspettarsi qualcosa di importante.
Attese più che giustificate, per esempio, dal fantastico 20.31 con cui Faustino Desalu ha messo in bacheca l'oro dei 200 metri. A ventidue anni il finanziere di Casalmaggiore è sceso di quasi due decimi al di sotto dello standard di ammissione per Rio e soprattutto è diventato il terzo azzurro di tutti i tempi alle spalle di Mennea (19.72) e a soli tre centesimi da Andrew Howe. Numeri e nomi che qualche suggestione la evocano. Sotto i 20.50 del minimo olimpico anche i suoi compagni di podio Davide Manenti (Aeronautica, 20.44) che lo standard lo aveva già pareggiato a Savona un mese fa, e Matteo Galvan (Fiamme Gialle, 20.50) che ha eguagliato il personale. 
Suggestioni dicevamo. Come quella di una teenager che corre i 400 ostacoli alle Olimpiadi?
Ayomide Folorunso
Ayomide Folorunso, che compirà 20 anni il prossimo 17 ottobre, potrebbe farcela vivere veramente. Nonostante il suo talento sia tutt'altro che un mistero anche ieri "Ayo" è riuscita a stupire con una performance di quelle che solo lei sa fare. E' partita forte, fortissimo, tanto che prima del quarto ostacolo aveva già affiancato e superato Marzia Caravelli che occupava la corsia alla sua destra. Quando all'ingresso sul rettilineo finale la friulana è stata costretta a dare forfeit, la poliziotta di Fidenza ha continuato a far rimbalzare i suoi piedi a molla fino alla fine, fino a scrivere sul tabellone 55.54, record italiano Promesse, quinto tempo assoluto di sempre e, soprattutto, molto al di sotto di quel 56.20 indispensabile per essere presi in considerazione per la trasferta al di là dell'Atlantico.
Sul volo per Rio potrebbe salire anche Dariya Derkach, la ventitreenne triplista dell'Aeronautica che ieri ha letteralmente preso a colpi d'accetta il suo personale (un 13.92m risalente a tre anni fa) superando per tre volte il muro dei 14m. Il botto è arrivato al quinto turno quando ha messo a referto un 14.15m che rappresenta lo standard richiesto al centimetro.
Ma come abbiamo già detto in diverse occasioni la strada per Rio de Janeiro è lunga, difficile e piena
Dariya Derkach
di insidie. Chi non fa parte della ristretta pletora della "scelta tecnica" dovrà ottenere il timbro sul passaporto dal "consolato Fidal" di Amsterdam, guadagnandosi un posto fra i migliori otto del vecchio continente. Una scrematura che per molti in possesso dei requisiti potrebbe risultare dolorosa e che, a nostro modestissimo parere, rischia di portare oltreoceano atleti non al 100% per aver programmato di raggiungere il picco di forma in Olanda e non in Brasile. Tuttavia, come si suol dire, questa è la musica che suona l'orchestra e su questa si deve ballare.
Per questo motivo abbiamo lasciato in fondo a questa breve cronaca dell'ultima giornata degli Assoluti il racconto dell'ennesima straordinaria prova di Gianmarco Tamberi, uno dei pochissimi che ha già una stanza prenotata al villaggio olimpico. Le ultime uscite agonistiche di mister halfshave avevano lasciato qualche dubbio, ma se la stoffa c'è il risultato prima o poi arriva ed è proprio questo che è successo ieri. Un rapido controllo della pedana a 2.20m poi direttamente a 2.29m per assicurarsi il titolo, dopodiché buona la prima a 2.33. e un'errore tre centimetri più in alto. Niente da fare a 2.41m, ma è solo questione di tempo. Chissà, forse questa misura potrebbe arrivare proprio nel momento migliore.
Gianmarco Tamberi
A fare da scudiero al marchigiano ci ha pensato messer Eugenio Rossi da San Marino che è andato a prendersi l'argento a 2.26m, sua seconda prestazione di sempre. Lui in terra carioca dovrebbe esserci. Se non dovesse riuscire a superare il 2.29m dell'entry standard dovrebbe ricevere conunque una wild card dal Cio.
Non tutto è andato come sarebbe dovuto a Rieti, una manifestazione di questo livello si poteva e doveva promuovere meglio e se si decide di mettere in onda lo streaming questo va curato almeno quel tanto che basta a non causare crisi di nervi agli appassionati. In ogni caso l'edizione 2016 degli Assoluti un merito indiscutibile lo ha avuto: per un fine settimana i riflettori accesi sul nostro sport sono tornati a puntare sull'obiettivo giusto. Sul campo.

Le foto sono di Colombo/Fidal

Il video del 20.31 di Faustino Desalu

Il video del 55.54 di Ayomide Folorunso


Il video del 2.36m di Gianmarco Tamberi



domenica 26 giugno 2016

"On your marks!" - Assoluti 2016. Matteo Galvan, un lampo gialloverde su Rieti

Matteo Galvan
Sono stati diversi i lampi che ieri hanno illuminato il cielo di Rieti ma più che dalle nuvole cariche di pioggia che incombevano sulla culla italiana dell'atletica sono arrivati dalla pista dello stadio.
Quando mancavano pochi minuti alle 19 è arrivato il flash più luminoso, quello di Matteo Galvan, il vicentino delle Fiamme Gialle che sulla quarta corsia del "Guidobaldi" ha realizzato in un colpo solo tre imprese memorabili: ha siglato il nuovo record italiano dei 400 metri, ha abbondantemente ottenuto il minimo olimpico e, cosa non secondaria a pochi giorni dalla rassegna continentale, è diventato il capolista europeo della specialità in questa stagione. Quella del veneto è stata una cavalcata solitaria conclusasi in 45.12, sette centesimi meglio di quanto fatto dieci anni fa da Andrea Barberi su questa stessa pista, una prestazione che mette almeno mezzo timbro sul passaporto per Rio. Dovrà andare a prendersi l'altra metà in terra d'Olanda o verrà inserito fra le "scelte tecniche" del Ct per la sua "consolidata affidabilità negli anni"? In ogni caso viste le sue attuali condizioni di forma per Amsterdam è lecito sperare anche in qualcosa in più della partecipazione alla finale europea richiesta dai criteri Fidal.
Filippo Tortu
Foto Colombo/Fidal
Pochi minuti dopo il cielo reatino è stato nuovamente squarciato da un'esplosione di luce verde, verde Riccardi per la precisione. La starting list della finale dei 100 uomini infatti sembrava quasi una gara sociale con il 50% dei partenti tesserati, attualmente o in un recentissimo passato, per la gloriosa società milanese. Ancora di più lo è sembrato l'ordine di arrivo con il wonder boy Filippo Tortu (da poco arruolato dalla Guardia di Finanza) che a soli 18 anni ha messo in bacheca il suo primo titolo italiano assoluto correndo in 10.32 con 1,3 metri al secondo di vento in faccia, davanti ai "civili" Cattaneo (10.40), Ferraro (10.44) e al campione d'Europa Promesse Giovanni Galbieri (attualmente di professione aviere) che ha chiuso in 10.49. Con queste premesse era scontato anche che il titolo della 4X100 prendesse la via di Milano e così è stato in 39.68, con Giacomo Tortu (il fratellone) e Simone Tanzilli a correre le ultime due frazioni dopo l'argento e il bronzo della gara individuale.
Altri lampi di luce, in ordine sparso, sono arrivati dal giro di pista di Libania Grenot che ha dato un ottima impressione con il suo 51.33 sul giro di pista, dal titolo tricolore dei 5000 metri di Veronica Inglese, conquistato dalla pugliese migliorandosi di 40 secondi, dall'11.38 di Gloria Hooper arrivata a soli
quattro centesimi dal personale nonostante la giornata non proprio ideale.
Veronica Inglese
Il maltempo non ha aiutato i saltatori, ma le ragazze dell'alto non hanno rinunciato a cercare di salire in cielo per cercare di diventare lampi a loro volta. La più "elettrica" è stata Alessia Trost che nonostante le pessime condizioni meteo è salita fino a 1.94m, due centimetri più su dello stagionale.
Oggi all'ombra del Terminillo dovrebbe splendere il sole e saranno tanti gli azzurri a cercare la pentola d'oro piena di minimi olimpici nascosta alla fine dell'arcobaleno. 
In bocca al lupo a tutti.





Il video del record italiano di Matteo Galvan